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domenica 21 maggio 2017

LA CONVERSIONE E' IL MIRACOLO PIU' GRANDE

Newsletter di P. Livio - 20 Maggio 2017


Cari amici, da quando nel lontano 24 Giugno 1981 sono iniziate le apparizioni della Madonna a Medjugorje, un fiume inarrestabile di persone è andato in pellegrinaggio nello sconosciuto villaggio dell'Erzegovina. Ciò accade puntualmente quando la Madonna viene in visita del suo popolo. Ci stiamo avvicinando al 36.mo anniversario delle apparizioni, ma l'ondata dei pellegrini non fa che crescere. Sono molte decine di milioni le persone da ogni parte del mondo che, in questo tempo di grazia, si sono recate a Medjugorje, attratte da un misterioso richiamo. Lì hanno scoperto di avere una Madre ed hanno cambiato vita, abbracciando suo Figlio Gesù, unico Salvatore del mondo. Medjugorje negli anni è divenuto il "Confessionale del mondo" e il luogo di grazia di innumerevoli conversioni. Si tratta - come ha sottolineato Papa Francesco, citando la Commissione Ruini - di conversioni vere, come, d'altra parte, una moltitudine immensa di pellegrini è pronta a testimoniare. Questo è "il nocciolo" della questione, ha affermato il Papa. Su questo punto bisogna soffermarsi a meditare, perché si tratta di un fatto inoppugnabile, e non di una ipotesi, e chiedersi qual è la causa di un tale evento misterioso, che non ha uguali in nessuna parte del mondo. La conversione, quando è autentica, è opera della grazia, che tocca il cuore e lo apre a Dio. La grazia può servirsi di strumenti visibili, come i messaggi, i veggenti, le testimonianze, ma senza di essa le anime morte non possono ritornare alla vita. Se a Medjugorje, ancora oggi, ci sono così tante conversioni, significa che lì c'è il "dito di Dio". Questo è "il nocciolo" della questione e non si può sorvolare. Prendiamo atto con gratitudine di questo evento di grande misericordia da parte del Cielo, e lasciamo che la Madonna porti avanti il suo piano materno. Anzi, collaboriamo con la Madre perché tutti i suoi figli si salvino e il mondo abbia un tempo di vera pace. Medjugorje è per il diavolo l'inferno sulla terra, ma per questa povera umanità immersa nelle tenebre è un'oasi di pace e un pezzetto di paradiso.
Vostro Padre Livio

(Editoriale del 19 maggio 2017 - www.radiomaria.it) 





I MIRACOLI DEI CUORI CHE SI CONVERTONO
(da “La luce nella tempesta" di Padre Livio – Edizioni Piemme)     

Il frutto più straordinario di Medjugorje è il risveglio della fede, il ritorno a Dio mediante la preghiera e i sacramenti e il rinnovamento della vita cristiana. La Gospa stessa ha tenuto a precisare che il messaggio più importante che ha dato è quello della conversione. “Cari figli, oggi vi invito alla conversione. Questo è il messaggio più importante che vi ho dato qui” (25 – 02- 1996). Il movimento di conversione suscitato dalla presenza della Madonna è incominciato fin dai primi giorni ed è proseguito come un fiume in piena lungo il corso degli anni, coinvolgendo persone di ogni parte della terra. Non si tratta semplicemente di uno stato d’animo transeunte, che si dissolve col ritorno a casa, ma di una vera e propria crisi interiore che mette in questione la propria vita e apre la strada per una vita nuova. Fanno questa straordinaria esperienza non solo i pellegrini che vengono dalle parrocchie e che vivono nell’ambito della Chiesa, ma anche molti battezzati che si sono allontanati dalla fede e dalla Chiesa e che ci sono recati a Medjugorje attratti da una voce interiore più forte di quella del mondo e delle passioni. In quell’oasi di pace infatti i arrivano molti “cani sciolti”, che da tempo non frequentano la Chiesa e  che hanno intrapreso il viaggio spinti dalla fame di “Assoluto” che agita il loro cuore. Il desiderio di convertirsi e di cambiare vita si concretizza nella confessione e nella partecipazione alla S. Messa, non di rado dopo decine di anni di assenza dalla vita sacramentale. Con una felice espressione Medjugorje è stata definita “il confessionale del mondo”. E’ un fatto che la crisi del sacramento della penitenza, specialmente in Occidente, ha trovato in Medjugorje un antidoto di straordinaria efficacia.

Basterebbe questo ”frutto” per  qualificare Medjugorje come un luogo di grazia speciale e per prendere sul serio i veggenti che testimoniano le apparizioni della Madonna. Infatti la conversione è una grazia fra le più grandi che si possano ricevere e che Dio possa concedere. Quando un cuore è chiuso perché ha lasciato appassire il dono delle fede e si è impantanato lungo la via del male, divenendo schiavo del maligno, non si può assolutamente liberare senza un intervento speciale di Dio. Quando una persona si trova in uno stato di peccato è come si fosse morta ed è incapace persino di desiderare la conversione, se la grazia non tocca il suo cuore. La grazia della conversione è immeritata e viene concessa a chi ne ha bisogno per l’intercessione di Cristo e di Maria , mediatrice di tutte le grazie. Nel suo disegno di amore, la Madre, in obbedienza al desiderio del Figlio, ha voluto venire incontro alla Chiesa, devastata dall’apostasia, lanciando un appello universale alla conversione. La risposta forse non è stata quella che la Gospa desidera, ma non c’è dubbio che gli effetti si sono fatti sentire dentro e fuori della Chiesa. Benché la conversione sia un evento assolutamente personale, che ognuno sperimenta nell’intimo del cuore, non vi è dubbio che, per quanto riguarda Medjugorje, si tratti di un fenomeno che coinvolge le moltitudini di ogni parte della terra. Non siamo di fronte a un fenomeno emotivo, che si dissolve come la rugiada del mattino, ma a una decisione che cambia la vita nella direzione di Dio e della vita eterna.

A chi si potrebbe attribuire un miracolo così straordinario se non a un dono particolare di grazia? Cercare spiegazioni al di fuori dell’ambito soprannaturale significherebbe cadere nel ridicolo o, peggio ancora, nella tenebra dell’incredulità.  La conversione è un miracolo fra i più grandi   nell’ordine della grazia e non può essere attribuita a cause che non siano riconducibili alla Divina Misericordia. La Madonna è venuta a Medjugorje e si è intrattenuta per un tempo così lungo proprio “per chiamare il mondo alla conversione per l’ultima volta” ( 02-05-1982). La chiamata alla conversione, la più stupefacente nella storia bimillenaria della Chiesa, sta producendo frutti dei quali la Chiesa si rallegra, ma che non può fare a meno di riconoscere che siano un dono di Dio. Si può ammettere la serietà delle conversioni senza dichiarare l’autenticità delle apparizioni? Si può attribuire a una macchinazione perversa un evento si tale portata spirituale? La conversione cambia la vita delle persone, operando nelle profondità del loro cuore.  Implica un combattimento spirituale intenso, fra la grazia e il peccato, fra Gesù e il demonio.
La decisione di cambiare vita è un evento di importanza fondamentale nella vita di una persona. Perché da così tanto tempo una fiumana  di persone decida, nel pellegrinaggio a Medjugorje, di cambiare vita è un interrogativo che esige una riposta adeguata. Ogni effetto deve avere una causa proporzionata. Non vi è dubbio che la causa debba essere di origine soprannaturale, la presenza di Maria, come lei stessa afferma attraverso i veggenti. Il piano della Gospa è chiaro fin dagli inizi. Lei ha scelto la parrocchia di Medjugorje perché si converta e si faccia strumento di conversione per tutti quelli che vengono in pellegrinaggio. “Cari figli, convertitevi, voi nella parrocchia.. Così aiuterete a convertirsi tutti coloro che verranno qui” (08-03-1984). Le moltitudini che vanno a Medjugorje cambiano vita e si rinnovano spiritualmente perché ascoltano l’appello della Madonna e accolgono la grazia della conversione.

Qualcuno, non potendo negare i frutti,  è arrivato persino ad affermare che Dio sarebbe quel padrone spietato della parabola dei talenti, che miete dove non ha seminato e raccoglie dove non ha sparso” ( Mt 25, 27). Che cosa si vuole insinuare? Che Medjugorje è un luogo di inganno dove operano “i servi malvagi e infingardi”, ma che per permissione divina le anime si salvano? Seguendo quest’ottica di interpretazione c’è da chiedersi se sia necessario che la Chiesa cooperi all’opera della redenzione, visto che bastano gli imbroglioni al servizio di satana a diffondere il Regno di Dio.  La parabola bel buon seminatore, come quella della zizzania, ci insegna invece che solo Dio semina il buon seme e che il frutto è diverso a seconda della risposta degli uomini. A Medjugorje chi semina, con infinita pazienza, è la Madre di Dio, la quale è contenta della riposta, ma non completamente: “Cari figli, ho iniziato con questa parrocchia e ho invitato il mondo intero. Molti hanno risposto, ma è enorme il numero di quelli che non vogliono sentire né accettare il mio invito” ( 25-08-2011). Il diavolo non si affatica per salvare le anime, ma per portarle con sé alla rovina eterna.

Quelli che a Medjugorje si convertono e che spesso vi ritornano per ritrovare le forze nel cammino, affermano concordemente di aver risposto a una chiamata della Madonna, un seme di grazia che ha trovato la riposta nel loro cuore. Cambiare vita, uscendo dalla palude del peccato e rinunciare al mondo, alla carne e al demonio, è l’impresa più ardua che l’uomo è chiamato a compiere. Senza un aiuto speciale di Dio è impossibile persino iniziare la battaglia. La conversione è l’apice di un combattimento interiore nel quale il principe di questo mondo impegna tutta la sua ferocia pur di non cedere un’anima. Chi fa il peccato è schiavo del peccato e spezzare le catene del male è impossibile alle sole forze umane. Mettersi un ginocchio davanti a un sacerdote per confessare i peccati della propria vita, spesso dopo decenni di sbandamenti lungo le vie desolate del male, è un trionfo della grazia, per il quale si celebra una grande festa in Cielo. I miracoli dei cuori che si converto li compie l’Onnipotente per intercessione di Colei che è il rifugio dei peccatori. Perché è così difficile riconoscere una cosa così semplice?

  



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  IL LIBRO si fonda sulla convinzione che a Medjugorje è davvero la Madonna a parlare e a gettare una luce nel buio dei nostri tempi. Esprime una convinzione personale e non vuole certo sostituirsi al giudizio dell’Autorità Ecclesiastica, che rimane al riguardo l’unico punto di riferimento indiscutibile e sicuro. In questo lungo arco di tempo la Chiesa si è mossa con grande saggezza pastorale, astenendosi dall’esprimere un giudizio definitivo sulla soprannaturalità delle apparizioni, ma lasciando liberi i pellegrini di accorrere a Medjugorje, divenuto nel frattempo una fonte inesauribile di rinnovamento spirituale. 
In altre parole la Chiesa ha permesso alla Regina della pace di realizzare il suo piano di misericordia e di salvezza, proteso a salvare le anime dalla rovina eterna e il mondo dalla folle corsa verso l’autodistruzione.



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