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venerdì 20 marzo 2015

Gesù Infinita Sapienza


Dice Gesù:
‹‹L'uomo cade in un errore nel considerare la vita e la morte e nell'applicare questi due nomi. Chiama "vita" il tempo in cui, partorito dalla madre, inizia il respiro, il nutrimento, il moto, il pensiero, l'azione; e chiama "morte" il momento in cui cessa di respirare, mangiare, muoversi, pensare, operare, e diviene una spoglia fredda e insensibile, pronta a rientrare in un seno, quello di un sepolcro. Ma non è così. Io voglio farvi capire la "vita", indicarvi le opere atte alla vita. Vita non è esistenza. Esistenza non è vita. Esiste anche questa vigna che si lega a queste colonne. Ma non ha la vita di cui Io parlo. Esiste anche quella pecora che bela legata a quell'albero lontano. Ma non ha la vita di cui Io parlo. La vita di cui Io parlo non comincia con l'esistenza e non ha termine col finire della carne. La vita di cui Io parlo ha inizio non in un seno materno. Ha inizio quando dal Pensiero di Dio viene creata un'anima per abitare una carne, ha termine quando il Peccato la uccide!
Prima l'uomo non è che un seme che cresce, seme di carne, invece che di glutine o di midollo come lo è quello delle biade o quello delle frutta. Prima non è che un animale che si forma, un embrione di animale non dissimile da quello che ora gonfia nel seno di quella pecora. Ma dal momento che in questo concepimento d'uomo si infonde questa parte incorporea, e che pure è la più potente nella sua incorporeità che sublima, ecco che allora l'embrione animale non solo esiste come cuore pulsante, ma "vive" secondo il Pensiero creatore, e diviene l'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, il figlio di Dio, il cittadino futuro dei Cieli. Ma questo avviene se la vita dura. L'uomo può esistere avendo immagine d'uomo, ma già non essendo più uomo. Essendo cioè un sepolcro in cui putrefà la vita. Ecco perciò che Io dico:
“la vita non comincia con l'esistenza e non ha termine col finire della carne”.
La vita ha inizio prima della nascita. La vita, poi, non ha più termine perché l'anima non muore, ossia non si annulla. Muore al suo destino, che è quello celeste, ma sopravvive nel suo castigo se così ha meritato. A questo destino beato muore col morire alla Grazia. Questa vita, colpita da una cancrena che è la morte al suo destino, dura nei secoli nella dannazione e nel tormento. Questa vita, conservata invece tale, raggiunge la perfezione del vivere facendosi eterna, perfetta, beata come il suo Creatore.
Abbiamo dei doveri verso la vita? Sì. Essa è un dono di Dio. Ogni dono di Dio va usato e conservato con cura, perché è cosa santa quanto il Donatore. Malmenereste voi il dono di un re? No. Passa agli eredi, e agli eredi degli eredi, come gloria della famiglia. E allora perché malmenare il dono di Dio? Ma come lo si usa e conserva questo dono divino? In che modo tenere in vita il paradisiaco fiore dell'anima per conservarlo ai Cieli? Come ottenere di "vivere" al di sopra ed oltre l'esistenza? Israele ha chiare leggi in proposito e non ha che osservarle. Israele ha profeti e giusti che danno esempio e parola per praticare le leggi. Israele ha anche ora i suoi santi. Non può, non dovrebbe errare quindi Israele. Invece Io vedo macchie nei cuori e spiriti morti pullulare da ogni dove. Onde vi dico: “fate penitenza; aprite l'animo alla Parola; mettete in pratica la Legge immutabile; rinsanguate l'esausta "vita" che langue in voi; se già l'avete morta, venite alla Vita vera, a Dio. Piangete sulle vostre colpe. Gridate: "Pietà!". Ma risorgete. Non siate dei morti viventi per non essere domani degli eterni penanti”. Io non vi parlerò d'altro che del modo di giungere o di conservare la vita. Un altro vi ha detto: "Fate penitenza. Mondatevi dal fuoco impuro delle lussurie, dal fango delle colpe". Ora è cupo inverno. Ma fra poco verrà primavera. Uno spirito morto è più triste di un bosco spogliato dal gelo. Ma se umiltà, volontà, penitenza e fede penetreranno in voi, come bosco a primavera la vita tornerà in voi, e voi fiorirete a Dio per portare poi domani, nel domani dei secoli e dei secoli, perenne frutto di vita vera. Venite alla Vita! Cessate di esistere solamente e cominciate a “vivere". La morte allora non sarà "fine", ma principio sarà. Il principio di un giorno senza tramonto, di un gioia senza stanchezza e misura. La morte sarà il trionfo di ciò che visse prima della carne, e trionfo della carne che sarà chiamata, alla risurrezione eterna, a compartecipare a questa Vita, che Io prometto nel nome del Dio vero a tutti coloro che avranno "voluto” la "vita" per la loro anima calpestando il senso e le passioni per godere della libertà dei figli di Dio. Andate. Ogni giorno a quest'ora Io vi parlerò dell'eterna verità.
Il Signore sia con voi».
(Dal Libro di Maria Valtorta vol 2 - Inizio di vita in comune all'Acqua Speciosa e discorso di apertura)

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