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giovedì 4 settembre 2014

E' con la menzogna che perdiamo la nostra umanità. Contro il "Principe delle Menzogne", i consigli spirituali di Sant'Ignazio



Scrive sant’Ignazio Ugualmente, il nemico si comporta come un falso amante che non vuole venire scoperto: infatti, come l’uomo falso parla maliziosamente ed adesca la figlia di un buon padre o la moglie di un buon marito, desiderando che le sue proposte restino segrete, mentre, al contrario, gli dispiace molto se la figlia scopre al padre o la moglie al marito le sue parole, perché comprende che non potrà più portare a compimento l’impresa cominciata; allo stesso modo, quando il nemico ti suggerisce  le sue astuzie e persuasioni, vuole che siano accolte e tenute in segreto: gli dispiace molto se tu le manifesti a una persona spirituale esperta, perché si rende conto di non poter portare avanti l’opera incominciata, dal momento che sono stati scoperti i suoi inganni (Esercizi Spirituali, n. 326).

Già, il nemico, quello che non vuole il bene delle creature, si comporta come un falso amante. Insomma invece di voler il tuo bene, rispettarti, lasciare tempo per farti crescere… opera in te con dinamiche di menzogna che possiedono, distruggono e fanno terra bruciata dell’interiorità più profonda che hai, dove vivi con Dio.

E’ la logica dell’amante che ”usa e getta” senza nessuna responsabilità.

Con quale mezzo il nemico ci tiene bloccati fino a paralizzarci e “succhiarci la libertà interiore”? Con la menzogna! Con essa ti terrorizza, per incantarti e farti fare ciò che temi.

È la menzogna, frutto di ragionamenti, di autogiustificazioni davanti al mondo che ti fa credere di stare bene e di essere “autentico” davanti agli altri. Viviamo così “il teatro della menzogna” in cui a volte è interessante notare chi “le spara più grosse” e chi è più incatenato. Nulla di più falso. Nulla di inautentico. Nulla di veramente umano che lasci una traccia nel cuore che incontra. È questo il frutto della menzogna.

Creiamo così labirinti contorti, veri e propri castelli interiori che non ci permettono di uscire sereni. Ci fanno perdere e ci richiedono le energie migliori per uscirne. Come si capisce che viviamo nella menzogna? Semplicemente lo sentiamo interiormente. Stiamo male!
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Ma la menzogna, per funzionare, non deve essere conosciuta come tale; deve agire nel buio e nel nascondimento. Ha paura del confronto, per non essere smascherata, sopporta anche stati d’animo difficili da gestire che fanno stare male.
L’antico e simbolico racconto dell’Eden, in cui il serpente si nascose dietro parole piene di inganno, ha come obiettivo fare sembrare  falsa la parola di Dio. È per questo che Adamo ascoltata e segue la parola della menzogna con più facilità e minore impegno della parola di responsabilità che Dio gli aveva appena consegnato.

Cosa succede? Dopo aver ascoltato la menzogna uno sente di doversi nascondere. Così fa Adamo che si nasconde da se stesso e dalla sua alterità Eva. Si copre con una foglia di fico. E’ quella la dinamica che inizia l’auto-espulsione dal luogo che uno desidera abitare e rimane per sempre.
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Il linguaggio della menzogna che promette piacere senza nessuna responsabilità lo si deve vivere nel buio per farlo durare. Basta invece che la dinamica venga alla luce che si scappa o si riconosce subito ciò che non funziona e cosa blocca il cammino della vita.

Ricordate l’atteggiamento tenebroso di Davide nei confronti di Uria quando gli voleva rubare la moglie Betzabea di cui si era invaghito…. fino a farlo ammazzare? Quando il profeta Natan a distanza di tempo gli racconta quell’episodio sotto forma di storia fino fa indignare Davide  per gli atti di quel terribile uomo. Solo in quel momento Natan gli ha potuto dire: “ma quell’uomo sei tu!”.
Natan fa luce sul fatto e apre gli occhi interiori del grande Re Davide che si rende conto il fondo in cui la sua umanità era sprofondata. Servono uomini e donne così. Senza giudicare aiutano a fare luce sui fatti, altrimenti si vive pensando sempre che gli imperfetti sono gli altri.
peccato di davide

Bisogna parlarne allora. Ma non basta con se stesso o un complice. Ci facciamo da specchio deformante alimentando le paure.
S. Ignazio consiglia di rivelare a una persona esperta e fidata il male che vuoi tener nascosto addirittura a te stesso, nell’inconscio. Questa scelta è curativa e permette di “sbugiardare il bugiardo”. Appena si vergogna quella voce di ipnosi scappa e si scioglie.

Questa dinamica significa fare luce e riconoscere il tuo mondo interiore che a volte nascondi, falsifichi o tieni nel buio. È così che si vincono e si guarisce da situazioni contorte, piene di compromessi, che spesso tengono bloccati e legati.
Questo è l’inizio della libertà interiore. E si può ricominciare a vivere sanando quelle parti piene di non verità.

Qui l'originale

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