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venerdì 20 febbraio 2015

BEATA GIACINTA MARTO


È una beata di soli dieci anni Giacinta Marto a cui, insieme al fratello maggiore Francesco e alla cugina Lucia, il 13 maggio 1917 apparve la Vergine a Fatima. Una storia che conosciamo tutti e che agli inizi soprattutto provocò sofferenze non indifferenti a loro e alle loro famiglie, soprattutto a causa di un massone fortemente ostile alla Chiesa il quale, per farsi rivelare il segreto confidato ai tre pastorelli dalla Madonna, con uno stratagemma anziché condurli alla Cova da Iria come aveva promesso, li segregò minacciandoli di farli friggere vivi in una caldaia di olio bollente. Ma essi non cedettero. Furono allora rinchiusi nella prigione pubblica, dove i detenuti cercarono di persuaderli a rivelare ciò che sapevano. Ma essi li esortarono a recitare con loro il Rosario. Nel 1918 l’Europa fu colpita da una terribile epidemia broncopolmonare, la cosiddetta “Spagnola”, che contagiò anche i due fratelli Marto: Francesco morì il 4 aprile 1919 all’età di dieci anni e nove mesi. Giacinta che fino allora era stata sempre sana e piuttosto robusta per la sua età, ne fu talmente prostrata che non riuscì più a riaversi. La malattia fu per lei causa di grandi sofferenze, che offrì al Signore – insieme ad altre penitenze che volontariamente si imponeva – per la conversione dei peccatori e in riparazione delle offese fatte a Dio. Ricoverata nell’ospedale S. Agostino di Vila Nova de Ourém, senza averne alcun beneficio, nel gennaio 1920, causa una pleurite purulenta, fu trasferita nell’ospedale pediatrico della capitale, con suo dispiacere perché lontana dalla famiglia e sapendo che sarebbe morta tra breve, come le era stato preannunciato dalla Madonna. Il 20 febbraio chiese al parroco che l’aveva confessata di portarle la comunione; ma il sacerdote disse che le sue condizioni di salute non erano gravi e che gliela avrebbe data il giorno seguente. «Troppo tardi» rispose lei. Infatti morì la sera stessa. Giovanni Paolo II ha beatificato Giacinta e Francesco il 13 maggio 2000.

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