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lunedì 16 febbraio 2015

LA BONTA' E' DISARMANTE...



La bontà è imparare a guardare le persone preoccupandoci, prima di ogni altra cosa, di volergli bene per quello che sono, senza cadere in facili giudizi.
Non c’è nessuno troppo povero o “sbagliato” da non avere nulla di buono da dare agli altri.
La bontà è nei piccoli gesti nelle attenzioni all'altro, anche se possono sembrare banali. Non aspettare che gli altri lo facciano a te.
La bontà è la chiave del cuore dell’altro.
I buoni sono quelli capaci di sorridere. Il sorriso è poca cosa, ma se è vero apre il cuore, conquista, convince.
Non sorridere solo quando sei di fronte ad una persona che ti va bene, a cui vuoi bene o a cui vuoi piacere.
È solo un messaggio, non è neanche una parola. Eppure la bontà si capisce da questo punto.
La bontà è in un dono inaspettato. Non è una questione di regali, ma di sorprendere l’altro con un gesto buono, piccolo semplice, come ad esempio una parola.
Bisogna saper donare, a chi non le aspetta, quelle cose che non aspetta. Non passiamo la giornata senza aver donato a qualcuno qualcosa che non aspettava.
La bontà condivide una vita che non è nostra. L’ascolto è sempre permettere all’altro di uscire dal suo segreto, dal suo buio e, non raramente, dalla sua angoscia; chi chiede di farsi ascoltare non cerca risposte, ma cerca chi non si stufa di lui, chi non lo restituisce alla sua solitudine, cerca quell’altro che ha fatta propria, nel poco o nel tanto, la sua vita.
Se pensassi solo alle mie cose quanta vita degli altri lascerei fuori dalla mia? La sua vita non è mia, perché me ne dovrei preoccupare io? La vita nostra è degli altri e la vita degli altri è nostra.
Inoltre bontà è anche dare testimonianza che nel cuore abbiamo memoria: non dimentichiamo più. È bella la bontà quando non dimentica più e ne dà prova. Spesso si vede come una persona che viene a ritrovarvi dopo tanto tempo è stupita e felice se si accorge che non l’hai dimenticata. Tutti vogliamo avere un posto nel cuore dell’altro, vogliamo essere ricordati. Impariamo a custodire nel cuore ogni persona.

Impariamo a scegliere la bontà,
che disarma e porta a Dio.
La bontà è l’unica chiave per incontrare
e dialogare con l’uomo.
Non sono le rivendicazioni
a fare incontrare gli uomini,
ma è la bontà
che ci rende ricercatori di giustizia,
persone solidali.
I buoni non sono mai stranieri
in nessuna parte del mondo,
non sono estranei a nulla e a nessuno.
Solo i buoni possono indicare
una strada buona, soluzioni buone,
economia buona, politica buona,
potere buono a servizio del bene,
confini buoni, regole buone.
Possono essere il sale,
possono trasfigurare il mondo
perché sanno chiedere perdono a Dio
per il male fatto e sanno perdonare
perché Dio perdona loro.
I buoni possono l’impossibile,
possono desiderare che finalmente
pace e giustizia abitino insieme,
cementate dal perdono.
È vitale che i buoni
si riconoscano e si incontrino.
I buoni possono dire la verità nella carità,
scoprire ciò che unisce,
apprezzare il buono degli altri
e riconoscere che le divisioni di oggi
arrivano da errori, mancanza di carità,
incomprensioni, interessi e paure di ieri.
Testimoniano Gesù Cristo Figlio di Dio,
ricchezza di Dio Padre di tutti.

«Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli» (Mt 5,16).

«Esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono» (1 Ts 5,21).

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