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mercoledì 25 novembre 2015

«Questa devastazione è generata da una società che gioca a fare Dio»


L’umanità della Madonna è necessaria per sconfiggere l’antropologia moderna «che concepisce l’uomo come il padrone della realtà. Dove la conoscenza e l’amore sono sostituite dal possesso, dove la parola verità è sostituita dall’opinione». Dove impera «il soggettivismo in cui ha la meglio il più forte», Maria invece «ha vissuto la nuova antropologia di cui il mondo e la Chiesa hanno bisogno oggi». Ha detto così sabato 21 novembre a Vignola (Mo) monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, al convegno “Guarda la Stella, invoca Maria”. Un incontro che ha messo al centro la figura della madre di Gesù e che pure non ha mancato dal fare numerosi riferimenti alla situazione dell’uomo contemporaneo.
«La Madonna, pur nelle difficoltà, nella delusione delle sue speranza, si è identificata nel Signore certa della presenza buona del Mistero nella realtà», ha spiegato Negri. «Von Balthasar e don Giussani dicevano che Lei è la sintesi del cristianesimo. Attraverso il rosario, le feste mariane, la devozione, dobbiamo seguire il movimento della sua intelligenza e del suo cuore che ha fatto sì che Ella abbia vissuto in pienezza l’amore di Cristo. Così ha potuto servire il Signore Gesù Cristo ogni istante». Maria, ha continuato Negri, «ci educa attraverso la Chiesa e i suoi strumenti: l’autorità, i sacramenti, la Parola di Dio, la tradizione, la comunione a vivere come lei».
LA SPERANZA. Francesco Cavina, vescovo di Carpi, ha concentrato il suo intervento sulle problematiche vissute dai seminaristi che «hanno le difficoltà di tutti i ragazzi moderni: fra cui le fragilità affettive, la tentazione di fuggire dai problemi, la sopravvalutazione degli stati d’animo e il soggettivismo». Ma ciò che più d’ogni altra cosa manca è la «speranza», ha detto Cavina, che nasce proprio dal vivere in maniera opposta alla Madonna: «Per Lei anche l’avvenimento più banale è utile, lì opera e si manifesta Dio». Questa è «una prospettiva di vita così meravigliosa che non crediamo in essa. E così proiettiamo le speranze in un futuro prossimo, quando cambieranno le cose. Ma in questo modo perdiamo la speranza». Si capisce come mai «la più grande avversaria del diavolo sia la Madonna che, umile, cerca e segue Dio in ogni istante».
LE TESTIMONIANZE. Dopo gli interventi del vescovo di Modena, monsignor Erio Castellucci, che ha descritto l’importanza di guardare a Maria in questo momento storico così travagliato e di padre Serafino Tognetti, monaco e successore di don Divo Barsotti, che ha mirabilmente descritto la figura di san Giuseppe, ci sono state le testimonianze di Luca di Tolve, don Ermes Macchioni e Stephanie Raeymaekers. Il primo ha raccontato la sua vicenda di ex membro dell’Arcigay, oggi a capo dell’Associazione gruppo Lot. L’omosessualità, l’adesione all’Arcigay («un’illusione, il mondo gay ti usa»), la morte per Aids di alcuni cari amici e, infine, la conversione che l’ha portato a cambiare vita fino al matrimonio con una donna e alla nascita di una figlia.

Don Macchioni, esorcista da 35 anni, ha racconta il preoccupante fenomeno dell’avvicinamento di tanti giovani al mondo dell’occulto. Infine, Raeymaekers, nata nel 1979 tramite la fecondazione eterologa, ha mostrato a tutti, vivendolo sulla sua pelle, cosa significhi «produrre bambini come prodotti». «Mi sento come se mancasse un pezzo, non so da dove vengo. E quando ho scoperto la verità, ho avuto una crisi di identità», ma anche oggi «penso sempre: magari quello è mio padre, quello mio fratello. Ho bisogno di sapere chi sono, ma non è possibile». Poi, descrivendo il business della provetta, Raeymaekers ha ribadito: «Una società che approva queste leggi ci fa diventare oggetti. Non c’è amore. È disumana». Secondo la giovane donna non si può tacere di fronte alla violenza e «devastazione generata da una società che gioca a fare Dio».


«Questa devastazione è generata da una società che gioca a fare Dio»

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