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martedì 9 giugno 2015

I FIORETTI DI PADRE PIO



Questa storia è tratta dal libro  "I fioretti di padre Pio".
Ci fa conoscere la misericordia di Dio e l'amore che il nostro San Pio aveva per tutti .
C'era un sacerdote mantovano, che aveva condotto una vita esemplare. Padre Pio una notte gli apparve in sogno e, dopo essersi congratulato con lui per la degna vita condotta fin lì, gli disse che ormai era al termine di essa: fra quindici giorni sarebbe morto; perciò si preparasse a concludere bene quest'ultimo tratto del suo cammino terreno.

Al mattino seguente, il sacerdote narrò il sogno avuto nella notte ai suoi familiari e quello che Padre Pio gli aveva detto circa la sua morte. Essi però non dettero peso alle sue parole e gli dissero di stare tranquillo: si trattava sempre di un sogno e ai sogni non bisogna credere facilmente. Il sacerdote però non la pensava come loro: prese sul serio il sogno e le parole di Padre Pio e si preparò accuratamente alla morte. In effetti, dopo quindici giorni, i suoi familiari lo trovarono un mattino morto nella sua camera.


Non diamo retta a gente che non sa quello che dice. Noi confidiamo in Gesù e nella mamma celeste e tutto andrà a finire bene. Sta' su di animo. Gesù penserà a tutto. (PADRE PIO)

 Dai Fioretti di Padre Pio
 Racconto sulla vita straordinaria del nostro Santo .
L'ingegner Todini di Roma era venuto a far visita al Padre Pio e un giorno si era intrattenuto con lui fino a sera tardi. Quando volle far ritorno alla pensione, dove aveva preso alloggio, nell'aprire la porta del convento si accorse che pioveva a dirotto. S'impensierì, perché non aveva portato con sé l'ombrello. Che fare? Dal convento alla sua pensione c'erano due chilometri di strada e a farli sotto quel diluvio senza niente rischiava di prendersi un malanno. Chiese al Padre Pio se per caso avesse potuto pernottare in convento. Padre Pio gli rispose che non era possibile, però andasse pure e non si spaventasse della pioggia, lui lo avrebbe accompagnato.
L'ingegnere non capì troppo il senso di questa frase, tuttavia si fidò delle parole di Padre Pio e uscì sulla strada. Meraviglia! La pioggia sembrava cessata di colpo e per tutto il percorso dal convento alla pensione non prese una goccia di pioggia. Quando arrivò alla pensione, la donna di casa venne ad aprire e si meravigliò che l'ingegnere avesse fatto tutta la strada sotto quel diluvio di acqua; chissà com'era bagnato! Ma l'ingegnere la rassicurò, dicendo che non si era bagnato affatto: era completamente asciutto, poteva toccarlo e assicurarsi. La donna lo toccò: era proprio asciutto. Allora guardò fuori della porta: pioveva a dirotto così come stava facendo ininterrottamente da più di un'ora. Non capiva; domandò: «Ma come avete fatto a non bagnarvi?». E l'ingegnere rispose: «Padre Pio mi ha detto che mi avrebbe accompagnato e si vede che egli ha impedito che io mi bagnassi». Allora la donna esclamò: «Sicuramente, la compagnia di Padre Pio vale più di ogni ombrello!».

Vedere senza pupille
È possibile vedere senza pupille? Umanamente parlando, non è possibile. Eppure c'è una persona, Gemma De Giorgi, la quale, da quando il Padre Pio le mise le mani sugli occhi e le fece un segno di croce, pur essendo nata e rimanendo tuttora senza pupille, vede normalmente!
I fatti che la riguardano si sono svolti così. Gemma De Giorgi, nata a Ribera (Agrigento) la notte di Natale 1939 ai genitori ben presto si presentò con occhi strani, perché in essi mancava qualcosa. Per questo la fecero visitare dal medico del paese, ma questi non riuscendo a raccapezzarsi in questo caso, consigliò i genitori della piccola di portarla da due specialisti di Palermo, Dottori Cucco e Contino. Questi dottori, dopo averla visitata accuratamente, si resero conto che la bambina mancava delle pupille e perciò dichiararono che essa era e sarebbe rimasta cieca per tutta la vita, perché senza pupille non si può vedere.
Davanti a questa sentenza, i genitori rimasero desolati. Avevano però fiducia nella Provvidenza di Dio e perciò spesso si recavano in chiesa e andavano a pregare davanti a un altare della Madonna.
Un giorno capitò da loro una zia suora, la quale sentito il caso, consigliò di rivolgersi al Padre Pio. La nonna della piccola, sentito questo, si prese l'impegno di andare con essa a S. Giovanni Rotondo; intanto pregò la suora di scrivere al Padre e di supplicarlo di venire in loro aiuto. La suora scrisse e raccomandò il caso della piccola cieca. Una notte sognò Padre Pio, il quale le disse: «Dov'è questa Gemma per la quale con tante preghiere state a stordirmi la testa?». La suora, sempre durante il sogno, presentò Gemma al Padre Pio e questi fece un segno di croce sui suoi occhi.
Il giorno dopo questo sogno, la suora ricevette la risposta del Padre Pio, il quale le diceva: «Cara figliola, assicuro che pregherò per la bambina, beneaugurando». Impressionata dalla coincidenza del sogno con la risposta del Padre Pio, la suora incitò la nonna della bambina a partire senza indugi per S. Giovanni Rotondo. La nonna non se lo fece dire due volte e, presa con sé la bambina, si mise in viaggio per S. Giovanni Rotondo. Mentre era in treno, Gemma disse alla nonna che aveva l'impressione di vedere qualcosa. La nonna non volle credere, perché la piccola non aveva pupille.
Arrivate a S. Giovanni Rotondo, Gemma e la nonna corsero in chiesa per andare a confessarsi da Padre Pio. La bambina non aveva ancora fatto la Prima Comunione e perciò si voleva approfittare dell'occasione per fargliela fare da Padre Pio stesso. La nonna le raccomandò che, quando fosse venuto il suo turno per la confessione, chiedesse al Padre Pio di pregare perché acquistasse la vista, ma la bambina se ne dimenticò. Padre Pio però, quando se la vide davanti le toccò gli occhi con la mano e poi fece un segno di croce su di essi.
Dopo la confessione, la nonna chiese a Gemma se avesse chiesto a Padre Pio di pregare per la sua guarigione, ma la bambina le rispose che se n'era dimenticata. Grande fu l'angoscia della nonna e si mise a piangere; poi andò lei stessa da Padre Pio per chiedergli d'intercedere per la guarigione di Gemma. Padre Pio le disse: «Tieni fede, figlia mia. La bambina non deve piangere e nemmeno tu devi essere preoccupata. Gemma vede e tu lo sai».
Intanto la bambina fece la Prima Comunione per le mani di Padre Pio, il quale dopo averle dato l'ostia, tracciò un secondo segno di croce sui suoi occhi. Poi, venuto il momento di tornarsene a casa, Gemma e la nonna si misero in viaggio. Mentre erano in treno la bambina si accorse che la vista andava schiarendosi sempre più fino ad acquistare un grado normale. Arrivata a Cosenza, la nonna si ammalò e fu necessario passare qualche giorno in ospedale; poi, quando stava per ripartire, volle far fare alla bambina una visita da un oculista, il quale dopo averla osservata attentamente, rimase sbalordito, perché la bambina vedeva senza avere le pupille. Tornate a casa, grande fu lo stupore di tutti nel constatare che Gemma, pur senza pupille, vedeva perfettamente. Dopo alcuni mesi, i genitori vollero portarla da uno specialista di Perugia, ma anche questi dovette constatare che non c'era spiegazione umana al fatto che Gemma vedesse senza pupille. E continuò a vedere così anche dopo, vivendo al suo paese e, di tanto in tanto, andando in giro a raccontare la sua bella avventura.

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